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La respirazione

La tematica del potenziamento del supporto è stata da me affrontata nei primi articoli su questa rivista e periodicamente ripresa. Con questo termine voglio indicare un’aumentata forza di espirazione causata essenzialmente dalla tensione dei muscoli addominali che, comprimendo l’addome provocano la risalita del diaframma con la conseguente fuoriuscita dell’aria. Ritengo che nello studio dell’ottavino questo potenziamento sia un nodo cruciale per una corretta emissione, controllo e intonazione, ovviamente non disgiunto da un corretto uso della laringe e di quello che i francesi chiamano embouchure. La cosa da considerare è che questo supporto non è altro che la fase espirativa del processo respiratorio. In altre parole: potenziare il nostro supporto implica modificare la nostra respirazione, rendendola più adatta e flessibile anche per questo scopo.

Affinché la pressione addominale abbia un effetto ottimale è necessario avere un diaframma completamente privo di tensioni. Purtroppo, il nostro principale muscolo respiratorio è un ricettacolo formidabile di tante nostre sofferenze psicologiche che lo possono irrigidire, causandone un parziale blocco e impedendone un’efficace discesa come una completa risalita. Questo fatto non limita solo l’efficacia della spinta dei muscoli addominali ma soprattutto la quantità d’aria utilizzabile. Il diaframma, infatti, quando è contratto, non risale completamente assumendo la tipica forma a cupola, ma rimanendo nella posizione orizzontale, non permette di utilizzare molta aria rimasta nei polmoni.

Nella mia esperienza didattica, noto che per molti allievi la respirazione rimane un aspetto assolutamente non approfondito e adeguatamente sviluppato. In genere, dopo alcune generiche indicazioni sulla respirazione addominale nel primo anno, non si fornisce nessun esercizio specifico per migliorare questo aspetto. In una intervista rilasciata a Syrinx (n° 51, gennaio-marzo 2002), Philippe Bernold alla domanda “Cos’è più importante nell’insegnamento?”, rispose: “Secondo me, tutto parte dalla respirazione (…), per ottenere il massimo potenziale di sostegno che permette di rilassare le labbra. Anche la regolarità delle dita dipende dal sostegno e quindi dalla respirazione”! L’ottavino, strumento più sensibile e meno “tollerante” del flauto, ha quindi ancor più bisogno di un’ottima respirazione per poter permettere l’enorme flessibilità della quale necessita. Ormai ho reso stabile lo studio di particolari esercizi respiratori che sono oggetto di pratica nei miei corsi e masterclasses. Ovviamente, tutto il lavoro nasce da un’analisi delle problematiche respiratoriedi ciascun allievo e non è possibile generalizzare. Ma credo che alcuni facciano davvero del bene a tutti, anche a coloro che hanno già una buona respirazione. Anche se in alcuni allievi hanno avuto risultati quasi immediati in termini di miglioramento del suono e della flessibilità, solo la pazienza e l’esercizio quotidiano possono far raggiungere gli obiettivi che sono proposti. Qui ne propongo due.

Primo esercizio.

Mettetevi distesi, rivolti verso il basso. Lasciate che la testa sia girata dove vi è più comodo. Ponete la mano sinistra sul vostro stomaco, appena sotto il costato e la mano destra sotto la sinistra. Rilassatevi fino a sentire il corpo molto pesante a contatto col suolo. State con la bocca sempre aperta, rilassando i muscoli facciali e la laringe. Inalate lentamente attraverso il naso ed esalate naturalmente dalla bocca. Non soffiate! Durante tutto l’esercizio, lasciate sempre la bocca aperta e rilassata, come se stesse sbadigliando. Concentratevi sulla completa esalazione di tutta l’aria. Dopo 5 minuti, iniziate a riempirvi completamente d’aria, trattenetela per 4, 5 secondi, espelletela COMPLETAMENTE (è molto importante forzare l’espirazione), e rimanete vuoti ancora per 4, 5 secondi. Fate questo esercizio per almeno 10 minuti tutti i giorni.

Secondo esercizio

Alzatevi adesso lentamente in piedi, cercate l’allineamento del vostro corpo e sentite i piedi

fermamente piantati in terra.

  1. Mettete le mani, con le dita intrecciate fra di loro, sopra la testa (come in foto), la lingua dietro gli incisivi inferiori, ed espirate completamente l’aria spingendo il vostro addome verso l’interno.
  2. Mettete adesso la lingua rilassata dietro gli incisivi superiori e atteggiate la bocca come per uno sbadiglio. Inspirate lentamente dal naso (la bocca rimane aperta) e contemporaneamente portate in alto le braccia, spingendole fin a toccare gli orecchi. Attenzione: durante l’inspirazione, l’addome deve rientrare ulteriormente verso l’interno e non uscire verso l’esterno.  Questa azione è essenziale: essa potenzierà e tonificherà il diaframma.
  3. rattenete il fiato in questa posizione (come nella foto) e quindi, rimettendo la lingua come al punto a, espirate dalla bocca e riportate le mani a contatto con la testa rilassando l’addome
  4. Ripetete i punti b) e c) sei volte.

Rilassatevi qualche minuto prima di mettervi a suonare.

A qualcuno sembrerà che mi sia allontanato dal soggetto di questa rubrica, ma l’ottavino ha veramente bisogno di un grande supporto perché possa suonare dolce e flessibile. Aggiungete questi esercizi di respirazione al vostro studio quotidiano e vedrete che otterrete miglioramenti in ogni settore.